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PROGETTO BAMB.IN.O

Premessa e motivazioni
Quando un bambino si ammala ed entra in ospedale, tutto il suo mondo subisce dei cambiamenti improvvisi e misteriosi. Le persone, i luoghi, gli oggetti attorno a lui assumono fisionomie e forme nuove, sconosciute. Gli stessi ritmi di vita vengono condizionati dalla routine dell’ospedale e dalle limitazioni imposte dalle malattia.
All’interno dell’ospedale il bambino è costretto a vivere in spazi, tempi, ritmi, assolutamente diversi rispetto alla sua quotidianità, alla sua organizzazione preesistente e dove molte volte, l’unico contatto rimane il genitore che lo assiste. Deve fare i conti con una immobilità forzata, con una serie di divieti, con i propri dubbi e le proprie paure, con il fantasma della sua malattia. La cosa potrebbe divenire perfino drammatica nel caso in cui queste limitazioni prevedano addirittura l’isolamento. Dopo l’esordio i bambini restano assenti da scuola per un periodo di tempo più o meno lungo, relativo alla fascia di rischio e allo stadio della malattia. Inoltre va ricordato che i ragazzi sottoposti a trapianto di midollo osseo vengono ricoverati in isolamento per un periodo di circa 30 o 40 giorni.

Nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del “G. di Cristina” opera un’equipe composta da diverse figure professionali (medici, infermieri, insegnanti, psicologi, volontari, assistente sociale) che in situazione di reale condivisione, convergono verso il paziente, con l’intento di soddisfarne i bisogni e rendere più umano il ricovero.

Il bambino, pur in questa strana atmosfera che assomiglia a volte ad un sogno e a volte ad una realtà un po’ difficile da capire resta sempre tale. Resta sempre un bambino con la volontà e la certezza di vivere, di giocare, di ridere e conoscere, con complessi bisogni e molteplici impegni.
Un servizio ospedaliero di pediatria, infatti, dovrebbe garantire al bambino malato non solo il diritto alla salute, il diritto ad avere accanto i genitori, ma anche quello al gioco, alla comunicazione e all’istruzione, al fine di preservarne il benessere psicologico e sociale.
In una situazione di malattia grave che prevede lunghe degenze in ospedale non deve essere trascurato nemmeno il diritto alla privacy, inteso come spazio di riflessione personale, di desiderio, in alcuni momenti, di rimanere solo o con le persone di famiglia. In questo campo l’informatica può svolgere un ruolo straordinario e innovativo per trovare forme e modi di contatto con l’esterno, con la famiglia stessa, con la scuola, con la società in genere, con gli altri bambini ricoverati in reparto.

OBIETTIVI

      Obiettivi del progetto

BAMB.IN.O

       sono:

      • Fornire strumenti informatici che consentano al bambino, affetto da gravi patologie che necessita di lunghi e frequenti ricoveri, di mantenere la sua rete di relazioni, rendere meno acuto il distacco dai suoi punti di riferimento promuovendo situazioni di partecipazione che fungano da stimolo positivo allo svolgimento di attività comunicative anche se i bambini sono in isolamento.
      • Usare Internet per giochi, ricerche, scambio di messaggi o semplicemente per collegarsi alla realtà esterna quotidiana.
      • Offrire nuovi e interessanti strumenti di apprendimento (enciclopedie, testi interattivi, etc)
      • Effettuare visite in videoconferenza di amici, parenti, compagni di scuola che per motivi igienici non possono mai entrare nelle camere sterili nelle quali per le loro particolari condizioni di salute si trovano i bambini sottoposti a trapianto.
      • Alfabetizzare al linguaggio informatico mediante l’ apprendimento delle nozioni di base.

 

Progetto finanziato dalla
Provincia Regionale di Palermo
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